Come portare consulenza e supporto di qualità alle PMI – Intervista a Elisa Sgariboldi

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Elisa Sgariboldi - Tacoma Consulting (1)

Elisa è una giovane consulente aziendale con la passione per la finanza d’impresa che lavora con le imprese e le supporta lungo il loro percorso di crescita, fornendo loro il suo metodo organizzativo e le competenze necessarie per aiutarle a strutturarsi ed evolversi nel tempo. Fornisce supporto per servizi contabili e finanziari, programmazione economico finanziaria e controllo di gestione.

Parliamo del ruolo del consulente.
Una volta, il commercialista era il consulente per antonomasia delle imprese italiane, un consulente finanziario che ogni imprenditore necessitava di avere al suo fianco.
Parlaci di come è cambiata negli anni questa attività e di come ti sei adeguata tu ai cambiamenti.

Penso che ancora oggi il commercialista sia il consulente più vicino all’impresa italiana. Secondo me la ragione sta proprio nella natura del rapporto: professionale, ma valorizzato dalla fiducia reciproca che quindi lo rende duraturo nel tempo.
Ciò nonostante, il ruolo del commercialista si evolve, come si adegua ed evolve l’impresa insieme al mercato. Se le stesse imprese si adattano al loro mercato di riferimento, altrettanto deve fare il commercialista. Da questo punto di vista, è sempre più necessaria una visione imprenditoriale nella gestione dello studio e nell’erogazione dei servizi alle imprese.
È quello che sto cercando di fare io dal 2020, da quando ho aperto il mio studio. Fin dai tempi della pratica professionale ho sempre cercato di catturare dai clienti le loro necessità, in modo da imparare a costruire una Elisa effettivamente utile per l’impresa, un punto di riferimento e una persona a cui chiedere consiglio. Il mio lavoro rappresenta una continua fase di sperimentazione e formazione; un processo che non vede mai la fine, ma un continuo percorso di crescita.
Penso che questa sia la figura del commercialista 4.0, innovativo e digitale. O perlomeno è quello a cui aspiro diventare io.

Nel tuo lavoro di consulente, segui molte imprese. Quali sono le maggiori difficoltà che stanno affrontando in questo periodo? Quali sono gli strumenti che utilizzi per supportarle?

Parlerei più che altro di sfide, non difficoltà, e sono:
Il processo di innovazione tecnologica che stiamo vivendo in questi anni;
Il passaggio generazionale delle imprese familiari – tipico tessuto imprenditoriale italiano.
Per affrontare entrambe le sfide non bastano competenze tecniche, ma soprattutto umane. Quelle tecniche si possono sempre comprare; quelle umane no. Però si può sempre imparare e crescere.
È sempre più necessaria una mente aperta a concetti che magari fino ad ora erano considerati per pochi: sperimentazione e apertura al cambiamento.
Nel mio piccolo, cerco di supportare le PMI da entrambi i fronti. Da una parte mi metto in ascolto e cerco di ragionare insieme a loro sulle possibili soluzioni da applicare al caso di specie; dall’altra applico le mie competenze tecniche per permettere all’imprenditore di prendere decisioni più consapevoli, ad esempio elaborando report di dati aziendali a consuntivo oppure formulando e/o rivedendo il budget dell’anno in modo che sia coerente con gli sviluppi aziendali.
Non c’è una regola standard. Cerco sempre di adattarmi alle reali esigenze di ognuno. Ovviamente nel limite del possibile. Non sono affatto una tuttologa e, dove non arrivo io, cerco di consigliare un partner di fiducia che possa guidare l’impresa nello stesso modo, se non meglio, di come farei io.
Nell’ideologia comune, c’è un cliché: il commercialista è tendenzialmente un uomo e di solito avanti con l’età.

Tu sei giovane e sei una donna. Come vivi questa situazione? Ti sei mai sentita discriminata?
Raccontaci come ti destreggi nel mondo degli affari e quali sono le difficoltà che puoi aver incontrato nella costruzione della tua carriera.

Discriminata no, mai successo. La giovane età è sempre stato un mio “cruccio”… Sai quella sensazione di non sentirsi mai all’altezza. Probabilmente questo è un mio bias: tendo sempre a mettermi in discussione o almeno in dubbio – magari è proprio una caratteristica tipica da “donna”!
In generale, ho difficoltà a comprendere la necessità di correre alla “parità di genere”. Il criterio generale che dovrebbe sovraintendere è la meritocrazia. Punto! Il merito dovrebbe essere il cardine di giudizio. Poi possiamo anche discutere sul concetto di merito e di come valutarlo oggettivamente.
Probabilmente questo argomento dovrebbe essere oggetto di un capitolo a sé.
Ritornando alla mia esperienza personale, suppongo di aver vissuto le difficoltà tipiche di un qualsiasi giovane professionista-imprenditore. Non arrivando da una famiglia di commercialisti e in un contesto lavorativo in cui la relazione umana e la fiducia è alla base del rapporto professionale, risulta più difficile inserirsi e creare opportunità commerciali.
D’altro canto tutto ciò che sto costruendo è fonte del mio costante impegno, delle relazioni che sto creando e fortificando lungo il percorso. Questa è sicuramente una gratificazione.

Se dovessi dare un consiglio a un’azienda che cerca una consulenza vera da un commercialista, cosa diresti?

Innanzitutto consiglierei di capire che tipo di consulente si ha bisogno, indipendentemente dal ramo di specializzazione. E’ importante condividere metodologia di lavoro affine o comunque lasciarsi guidare dal proprio consulente se l’impresa non se ne è ancora fatta una propria.
Chiedere sempre un preventivo scritto e la lettera di incarico. Una volta si stringevano accordi con una stretta di mano e il contratto rimaneva verbale. Certo, valeva e riconosco il valore di una stretta di mano. Ripeto: la fiducia è alla base e reciproca. Ma è pur sempre un rapporto professionale e come dico sempre “patti chiari e amicizia lunga”. Avere ben definiti diritti e doveri delle parti, oltre a rappresentare una tutela per entrambi, è segnale di professionalità.
Quando non capisci, chiedi!
Il nostro lavoro è fatto di molti termini e procedure tecniche. Non si deve pretendere che l’imprenditore o chi per esso li conosca alla perfezione, ma comprenderli sì. È chiaro che ognuno ha il proprio lavoro, ma la nostra attività è fortemente legata alle responsabilità di gestione degli amministratori. Quindi, avere una comunicazione chiara e diretta è un aspetto da non sottovalutare.

E invece un consiglio per una ragazza che sta iniziando ora la sua carriera professionale?

Investi sul costruire relazioni. Spesso si confonde questa attività con una perdita di tempo. A distanza di oltre due anni, io posso confermare per certo che è un investimento. È tutto collegato! Conoscere persone nuove fa aumentare le opportunità professionali. Non nell’immediato è ovvio, ma nel lungo termine assolutamente sì.
Non smettere di formarti e sperimentare. È tutto legato al concetto di innovazione e crescita. Se vuoi crescere devi innovare e se vuoi innovare devi sperimentare. È un continuo percorso di formazione.
Se vogliamo sintetizzare il concetto, oggi si parla molto di learning by doing.

Tacoma

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Tacoma nasce per supportare le imprese nel loro costante percorso di crescita verso il successo, fornendo loro soluzioni su misura per renderle consapevoli, riconoscibili, attrattive per tutti gli stakeholders.